Le nostre proposte per il Paese #cambiodirotta

Sabato 12 gennaio, sono stati 2000 i banchetti organizzati in tutta Italia in occasione della giornata di mobilitazione indetta dal Pd contro la manovra del governo. I parlamentari e i candidati alla segreteria del Pd hanno partecipato ad iniziative in tutto il Paese: Roberto Giachetti a Napoli, Maurizio Martina invece a Torino, Francesco Boccia a Falerna in provincia di Catanzaro, Nicola Zingaretti a Milano, Dario Corallo a Torino e Maria Saladino a Novara e provincia.

“Grazie a tutti. Grazie ai volontari, ai militanti, ai nostri parlamentari e dirigenti. Grazie per giornate come questa”. Così il presidente del Pd, Matteo Orfini, ha commentato la giornata di mobilitazione con un post su Facebook.

“Quello che abbiamo fatto oggi è quello che Il Pd deve essere – ha continuato Orfini-. Un partito che non ha paura di stare tra la gente, con le persone per strada. Di confrontarsi, di dedicare molto tempo ad ascoltare e a parlare ai cittadini, a spiegare le nostre ragioni e le nostre proposte.

Perché l’opposizione va fatta in parlamento ma anche e soprattutto portando nella società il dibattito politico. 

Quello che abbiamo fatto oggi è quello che dobbiamo tornare a fare ogni giorno. Non più una mobilitazione straordinaria ma un comportamento da assumere come cultura, valore della nostra azione politica.

Lo dico ai candidati che ringrazio per essere stati accanto ai nostri iscritti e lo dico a tutta la nostra comunità: il congresso non sia un alibi per chiuderci nuovamente in una discussione tutta interna.

Il Pd deve continuare nelle prossime settimane, nei prossimi mesi a mettere in campo iniziative come questa, che esprimono e mostrano il meglio di noi: l’impegno dei volontari, la disponibilità dei gruppi dirigenti, la diffusione e lo studio delle nostre proposte, ma soprattutto la voglia e la capacità di saper stare per strada.

Tutto questo ci appartiene. Ed è ora di dimostrarlo: nella guerra contro destre e populismo non si può più perdere un solo minuto.

Non lasciamo che questa giornata sia un fatto isolato. Rifacciamolo. Buon lavoro a tutti noi”.

MENO TASSE

  • Meno tasse alle imprese che assumono e più soldi in tasca ai dipendenti;
  • Per le piccole e medie imprese e le ditte individuali: entrata in vigore dell’imposta sul Reddito d’impresa al 24%;
  • Per lo sviluppo: ripristino dell’Aiuto alla Crescita Economica a chi aumenta il capitale aziendale.

PIÙ WELFARE

  • Per sostenere il reddito: 3 miliardi di euro in più per il reddito di inclusione; 5 miliardi in più alle famiglie con figli a carico;
  • Per le pensioni: no a quota 100; sì all’Ape social permanente; pensione a 63 anni per chi fa lavori usuranti;
  • Per la formazione: ripristino alternanza scuola lavoro; credito di imposta per la formazione 4.0; taglio dele tasse a chi forma dipendenti.

PIÙ INVESTIMENTI

  • Per le imprese: ripristino dell’iperammortamento e del credito di imposta per ricerca e sviluppo; estensione di Impresa 4.0 all’agricoltura;
  • Per le infrastrutture e il territorio: ripristino di Italia Sicura con un investimento di oltre 3 miliardi di euro.

Movimento 5 Stelle e Lega bloccano l’Italia

Il Governo dei 5 Stelle e della Legaha tradito tutte òle promesse fatte in campagna elettorale. La maggioranza in Parlamento ha approvato una manovra blocca Italia.: aumentano le tasse; si fermano gli investimenti; si tagliano le pensioni e i fondi per le infrastrutture, la scuola e la cultura. A pagare il conto più salato sono i lavoratori, i pensionati, le impresee addirittura il mondo del volontariato. Gli onesti sono stati umiliati e i furbi difesi con i condono fiscale e con meno trasparenza negli appalti. Per approvare questa pessima Legge Conte, Di Maio e Salvini hanno tenuto fermo il Paese per mesi, facendo aumentare lo spread, bruciando miliardi di euro e mortificando la democrazia.

Ecco perché la manovra del Governo è dannosa

  1. Taglio di 1 miliardo di euro agli investimenti
  2. Aumento di 7 miliardi di euro di tasse alle imprese
  3. Aumento di 1 miliardo di euro delle tasse locali (IMU, TASI e IRPEF)
  4. Tagli alle pensioni di 1.200 euro
  5. Raddoppio delle tasse per il volontariato
  6. Tagli a ricerca, cultura e editoria
  7. Tagli di 2,3 miliardi di euro alle Ferrovie
  8. Tagli ai fondi per musei, cinema, teatri, biblioteche
  9. Condono fiscale per gli evasori
  10. Meno trasparenza per gli appalti pubblici

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