Montanaro: NO alla mozione della Lega sull’autonomia.

La Lega Nord, nel consiglio comunale di mercoledì scorso, ha presentato una mozione dal titolo Approvazione dell’autonomia del Piemonte. Su questo argomento la segreteria del Pd di Montanaro, rinnovata lo scorso giugno, vuole esprimere il proprio parere partendo dalla richiesta di impegno espressa dal punto 1 della mozione stessa. La mozione in questione richiama, infatti, le azioni intraprese su questo tema dai governatori di Lombardia e Veneto ma, di quelle azioni, ciò che è approdato in consiglio a Montanaro non è che una pallida sembianza. Se veramente la Regione Piemonte ha idea di emulare le mosse politiche di Veneto e Lombardia abbia il coraggio di farlo senza ma e senza se. In effetti, il testo della mozione non esprime nessun giudizio sulle richieste di autonomia, né si fa carico di articolare in modo chiaro su quali materie la Regione Piemonte ha idea di intervenire in modo particolare e, soprattutto, quali ricadute queste scelte possano avere sui grandi ma, soprattutto, sui piccoli comuni come il nostro. In parole povere ci sembra solo e semplicemente un comunicato privo di qualsiasi intento pragmatico e amministrativo ma infarcito in modo grossolano di retorica politico-ideologica e ci riferiamo ovviamente alla retorica della Lega Nord che, dopo la figuraccia a livello nazionale, cerca di rifarsi un curriculum ideologico tornando ai vecchi temi dell’autonomia del nord e del celodurismo padano. Ci dispiace che il consiglio comunale di Montanaro non abbia colto questo aspetto e che la mozione sia passata con il voto favorevole della maggior parte dei consiglieri sia di maggioranza che di opposizione che, nell’effimera speranza di ricadute economiche o giuridiche sui piccoli comuni, hanno dato, tutti insieme, una spinta ad una richiesta che favorisce la diffusione ideologica di un particolare partito politico, lo stesso partito, tra l’altro, che annovera tra le proprie file nomi come Pillon, Fontana, Borghezio, amplificatori della cultura della disinformazione e della spinta retrograda di questo paese. Apprezziamo molto la presa di posizione dei consiglieri Claudio Schifanella, in maggioranza, e Stefano Pellegrino, in minoranza che hanno preso le distanze da questo documento, cogliendone il vero obiettivo.

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