Bacinetto di Laminazione: la posizione del PD resta contraria.

Non è certo da ieri che il PD Montanarese esprime le proprie perplessità sul Bacino di Laminazione, il cosiddetto Bacinetto. E le perplessità sono legate all’utilità e agli esiti dell’opera che rischia, da un lato, di essere pressoché inutile per la sicurezza idrogeologica del paese e dall’altro di infierire con un’ennesima cava su di un territorio già fortemente sfruttato.
Avremmo preferito che il Sindaco, anche e soprattutto grazie alla sua posizione lavorativa, prima di procedere con il progetto avesse richiesto un’analisi aggiornata del rischio idrogeologico per il nostro territorio. In effetti, noi sosteniamo, da tempo, che la situazione di rischio è notevolmente mutata a seguito del progetto del canale scolmatore che nacque dopo l’alluvione del 1994. Da quel momento sono passati parecchi anni e, fortunatamente, sono state portate a termine diverse opere, non solo sul territorio di Montanaro, ma anche sul quello dei paesi a monte, dai quali proveniva gran parte della portata d’acqua che destabilizzò il nostro paese in quel triste mese di maggio.
Ma come già sopra segnalato le nostre perplessità sono anche dettate dalla preoccupazione di vedere ulteriormente deturpato il territorio comunale da un’altra opera di scavo. In effetti, negli anni in cui si sono rilasciate le concessioni di cava, che ricordiamo sono servite ad estrarre il materiale necessario alla costruzione della massicciata di contenimento della linea dell’alta velocità, l’allora amministrazione si era preoccupata sì di cogliere l’occasione economica, ma senza trascurare un certo presidio di territorio e, onde evitare che si producessero scavi a “macchia di leopardo”, aveva individuato come area di escavazione il sito di zona Ronchi, attualmente ripristinato.
Capiamo che l’opera è sicuramente uno dei punti del proprio programma che questa maggioranza ritiene qualificanti, ma chiediamo altrettanto fermamente una verifica del progetto per avere certezza che l’opera sia ancora necessaria. Se così non fosse non sarebbe certo un’occasione sprecata: i terreni agricoli rappresentano un’importante opportunità di sviluppo delle attività produttive montanaresi. Si potrebbe sempre puntare ad obiettivi importanti ed in epoca di green new deal rivolgere uno sguardo alle nuove esperienze in campo agricolo e nel campo delle energie alternative ecocompatibili. Nel contempo si manterrebbero i titoli PAC degli imprenditori agricoli necessari a garantire un reddito adeguato e al riparo dalle eccessive fluttuazioni dei prezzi. Sarebbe un bel segnale di cambiamento di rotta della visione politica locale.

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